Una casa napoletana tra memoria, luce e design,
Interior design contemporaneo a Napoli, tra cementine recuperate, arredi integrati e icone del design
In questo appartamento a Napoli, il progetto di interior design nasce da un equilibrio preciso: da un lato, conservare il carattere autentico della casa; dall’altro, costruire un linguaggio contemporaneo fatto di luce, arredi su misura, dettagli essenziali e scelte di design accuratamente selezionate. Per questo motivo, l’intervento di Officine Architetti Napoli lavora sulla relazione tra memoria e funzione, trasformando gli ambienti in una sequenza domestica fluida, luminosa e fortemente riconoscibile. In particolare, uno degli elementi più significativi del progetto è il recupero delle cementine esistenti, che sono state conservate e valorizzate come traccia identitaria dell’abitazione originaria. Inoltre, il disegno decorativo del pavimento non viene trattato come un semplice elemento storico, ma diventa parte attiva della composizione. Di conseguenza, le cementine assumono il ruolo di un vero tappeto architettonico, capace di dialogare con il parquet in legno, con gli arredi contemporanei e con la purezza delle superfici bianche. Allo stesso tempo, il filo conduttore del progetto è la capacità di far convivere elementi differenti: le cementine recuperate, il parquet Garbelotto, la trasparenza del vetro, la leggerezza degli arredi bianchi, la presenza grafica del nero e l’inserimento di volumi contenitivi realizzati su misura. In questo modo, ogni ambiente diventa parte di un racconto unitario, dove il progetto architettonico non si limita ad arredare, ma costruisce nuove prospettive e nuove funzioni.
La zona giorno: una libreria abitata
Il cuore della casa è la zona living, dominata da una grande libreria bianca su misura che organizza lo spazio e ne definisce il carattere principale. Inoltre, la libreria non svolge soltanto una funzione contenitiva, ma diventa una vera architettura interna, capace di integrare la parete TV, i vani a giorno e l’accesso al livello superiore. Allo stesso tempo, il soppalco ricavato all’interno della zona giorno aggiunge una nuova dimensione all’abitare. Si tratta, infatti, di un ambiente sospeso e intimo, pensato per il lavoro, la concentrazione e la pausa. In questo modo, la casa si arricchisce di un piccolo studiolo e spazio lettura, senza appesantire il volume principale e senza compromettere la luminosità complessiva dell’ambiente.
Pranzo e luce naturale
La zona pranzo è uno degli ambienti più rappresentativi del progetto. Al centro dello spazio, il tavolo Sesto, disegnato da Piero Lissoni per Lema, introduce una presenza elegante e misurata. Il piano in vetro, infatti, lascia emergere il disegno delle cementine recuperate; allo stesso tempo, la struttura in legno stabilisce un dialogo diretto con il parquet e con le tonalità calde della casa. Inoltre, le sedie Magis, leggere e contemporanee, rafforzano il carattere informale ma raffinato dell’ambiente. Sopra il tavolo, invece, le sospensioni Smithfield di Flos introducono un segno grafico netto. Di conseguenza, la zona pranzo diventa un punto di equilibrio tra memoria storica, design contemporaneo e luce naturale.
La cucina: funzione, materia e dettaglio
La cucina si sviluppa come un ambiente compatto e raffinato; tuttavia, grazie al disegno degli arredi, ogni centimetro disponibile viene sfruttato con precisione. Anche qui, il rapporto con le cementine esistenti recuperate è decisivo. Infatti, il pavimento decorativo restituisce profondità e identità allo spazio, trasformando la cucina in un ambiente fortemente caratterizzato. Inoltre, la vetrata con profili neri e vetro texturizzato diventa un elemento distintivo del progetto. Non è solo una separazione funzionale, ma anche una superficie luminosa che filtra, lascia intuire e arricchisce la percezione dello spazio. Per questo motivo, la cucina non viene letta come un semplice ambiente di servizio, ma come una parte integrante del racconto architettonico della casa.